10) Kierkegaard. Lo scandalo.
Kierkegaard riprende lo schema di san Paolo secondo il quale il
cristianesimo non pu essere che scandaloso per la ragione.
S Kierkegaard, Scuola di cristianesimo.

 Al pari del concetto di fede anche quello di scandalo  una
categoria specificamente cristiana che si riferisce alla fede. La
possibilit dello scandalo  una specie di bivio, pone dinanzi a
un bivio. Ci si allontana da questa possibilit per andare o allo
scandalo o alla fede; ma non si giunge mai alla fede senza passare
attraverso la possibilit dello scandalo.
Lo scandalo si riferisce essenzialmente all'unione di Dio e
dell'uomo, o all'Uomo-Dio. La speculazione ha naturalmente creduto
di poter concepire l'Uomo-Dio, e s'intende, perch la
speculazione lo spoglia delle determinazioni di temporalit, di
contemporaneit, di realt. Insomma, e non si esagera a dire che
ci significa semplicemente abbandonarsi a delle buffonate e farsi
beffe della gente,  triste e terribile vedere che
quest'atteggiamento ha ricevuto gli onori di una profonda teoria.
No, l'Uomo-Dio  legato anche alla situazione, quella situazione
in cui l'individuo al tuo fianco  l'Uomo-Dio. Questi non 
l'unit di Dio e dell'uomo, una simile terminologia  una profonda
illusione ottica. L'Uomo-Dio  l'unit di Dio e di un individuo
particolare. Che il genere umano sia o debba essere imparentato
con Dio,  paganesimo antico; ma che un uomo particolare sia Dio,
 cristianesimo, e quell'uomo particolare  l'Uomo-Dio. N in
cielo, n in terra, n all'inferno, n nei traviamenti del
pensiero pi fantastico si incontra la possibilit di
un'associazione cos folle per la nostra ragione. Lo si riconosce
quando si  nella situazione di contemporaneo, e non c'
possibilit di rapporto con l'Uomo-Dio senza mettersi prima in
questa situazione.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciottesimo, pagina 1300.
